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Gjirokastra


La regione di Gjirokastra è piegata tra le ruvide superfici delle montagne che attraversano sud Albania, copre una superfice poco meno di 3.000m2 e comprende in se il distretto di Gjirokastra, Tepelena e Permet. Il territorio montuoso e’ attraversato da due grossi e importanti fiumi, Voiussa e Drino, che hanno donnato alla regione prosperita’ e benessere dalla notte dei tempi. Il fiume Vjosa serrato tra alte cime e comodo nel suo largo letto bianco accompagna fino a Tepelena, dove si divide dal fiume Drino e volta verso est, direzione Permet, all’interno della gola di Kelcyra, mentre il Drino prosegue oltre Gjirokastra.

Gjirokastra, la Città di Pietra

Di pietra sono le sue strade, le sue case e persino i suoi tetti. Sita sulle pendici di monte Gjere, sopra la vale del fiume Drino, essa stupisce con le sue case-torri di stile ottomano con mura e tetti di pietra e sporgenti balconi di legno, che dal 2005 vengono protetti da U.N.E.S.C.O. Gjirokastra assume le carateristiche di un centro urbano durante il medioevo e viene mensionata per la prima volta solo nel 1336. Nella metà del XIV secolo, dopo la caduta del dispodismo serbo di Stefano Dushani, Gjirokastra è governata dalla potente famiglia feudale di Gjin Bua Shpatai, meglio conosciuto come il dispota di Arta, che la incluse nel pricipato di Epiro. Nel 1417, la città di Gjirokastra fu sottrata dal dominio feudale della famiglia Zenebishi e invasa dall’impero ottomano che la domino fino al 1812, anno in qui fu rinconquistata da Ali Pasha. Nel 1670 all’interno della cittadella si contavano 200 case mentre al di fuori delle mura oltre ai quartieri abitabili si trovava il bazar della città, l’hamam e il centro Bektashiano. L’acquedotto di Gjirokastro era costituito da sette ponti e km di canali pavimentati di pietra. Gjirokastra, dichiarata Città Museo nel 1961 e patrimonio dell’UNESCO nel 2005, oltre all’importanza dei suoi edifici storici, rappresenta un vero e proprio catalogo degli stili architettonici nel quale i vari periodi storici hanno lasciato le loro impronte.

La fortezza di Gjirokastra rapresenta il punto più alto, da dove è possibile osservare la città realmente a 360°. Le sue origini risalgono al V sec a.c., periodo durante il quale nella vale di Drino si riscontravano importanti fortificazioni abitabili. La fortezza fu riconstruita e portata allo stato dove si trova oggi da Ali Pasha nel 1812.  In solo un anno, fu ampliata la piazza d’armi ad una capienza di 5000 soldati, furono costruitti i sotterranei come depositi di armi, munizioni e cibbo e a sud-est della cittadella fu costruita la torre che sarebbe stata l’abitazione di Ali Pasha. La cittadella, abbandonata dopo la caduta di quest’ultimo, fu usata dagli abitanti durante la I e II guerra mondiale come rifuggio dai bombardamenti. La fortezza e’ stata costruita in diversi periodi e all’interno si trovano le resta della vecchi chiesa, cosi’ come la moschea del periodo ottomano. All’interno della cittadella si possono osservare anche i depositi d’acqua che raccoglievano l’acqua dell’acquedotto, costruito e gia’ in uso prima del 1400.  Nella citta’ si possono visitare inoltre, la casa di Zekateve, il Museo Etnografico anche abitazione del dittatore Enver Hoxha, la chiesa di San Sotiri del 1784, la moschea all’entrata del vecchio Bazar, la Teqja dei Bektashiani, il hamam dei Sette Rii, il centro dell’artigianato e il museo delle armi all’interno della cittadella. Se si visita la citta’ in un giorno di festa, sara’ molto probabile ad assister ad una manifestazione in costume, balli e canti folkloristici. Se cio’ non avviene, si ha la possibilita’ di conoscere costumi e strumenti tradizionali presso i negozi dell’atrigianato che si incontrano lungo le strade del centro.

Museo delle Armi di Gjirokaster
Il Museo delle Armi è allestito all’interno della fortezza di Gjirokaster, nelle sue gallerie sono esposti 1060 pezzi autentici prodotti dall’epoca della pietra fino alla seconda guerra mondiale. Qui si possono oservare armi di ogni genere e di ogni calibro da quello più picolo ai carriarmati, i canoni, le mortaie e aerei. Nel museo sono esposti anche quadri, statue e sculture, costumi tradizionali e oggetti appartenenti a guerrieri albanesi. All’interno del museo si possono visitare le celle di quello che era la prigione della città di Gjirokastro. La prigione fu istiuita durante la seconda guerra mondiale e chiusa solo nel 1968, anno in qui la fortezza ospita per la prima volta il Festival Folcloristico.

Museo storico di Gjirokastra   Il museo è stato inaugurato a Settembre 2012 e testimonia la storia della città.

Il Bazar di Gjirokastra  conosciuto anche come il quartiere Varosh è stato ricostruito nel XIX sec. dopo che il vecchio bazar fu incendiato. Il nuovo bazar rispetta fedelmente l’urbanistica e l’archittetura del vecchio mercato

Festival Folcloristico Nazionale  Viene svolto ogni quattro anni e partecipano tutti i gruppi folcloristici di nazionalità albanese e un molteplicità di artisti della penisola balcanica.